
Ma il quinto d’obbligo è valido anche per gli affidamenti diretti? Nella gestione appalti il quinto d’obbligo permette in modo chiaro di procedere ad un incremento dei lavori e dei servizi di un maggiore importo pari al 20% del valore contrattuale. Un quesito posto al Servizio di Supporto Giuridico del Mit, chiede se, l’estensione del quinto d’obbligo diventa operativo anche negli affidamenti diretti e se si, quali sono le indicazioni che devono essere riportate nei documenti di gara ovvero negli affidamenti diretti se, deve essere indicato anche nei documenti propedeutici all’affidamento diretto. Il Servizio di Supporto Giuridico del Mit, ha evidenziato che il comma 9 dellì’articolo 120 del Codice dei contratti pubblici può essere applicato anche in caso di affidamento diretto. Per cui, l’importo della procedura ai fini dell’articolo 14 del Codice dei contratti pubblici, deve comprendere anche il “sesto quinto”. Per cui, in tali casi, il calcolo dell’importo stimato di un appalto pubblico di lavori, servizi e forniture è basato sull’importo totale pagabile, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), valutato dalla stazione appaltante.
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Riportiamo di seguito il comma 9 dell’articolo 120 del Decreto Legislativo 36/2023
9. Nei documenti di gara iniziali può essere stabilito che, qualora in corso di esecuzione si renda necessario un aumento o una diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza del quinto dell’importo del contratto, la stazione appaltante possa imporre all’appaltatore l’esecuzione alle condizioni originariamente previste. In tal caso l’appaltatore non può fare valere il diritto alla risoluzione del contratto.



