GARE DI APPALTO: la congruità della manodopera deve rispettare i tempi di lavorazione.

Con la Delibera n° 40 del 15 gennaio 2020 riguardante un parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del D.lgs.50/2016 inerenti una gara di appalto, ed in particolar modo per la valutazione dell’anomalia e per quanto scaturito dagli esiti della stessa.
Per cui, la deliber,a ha preso in considerazione il , comma 10 dell’articolo 95, ed i commi 5 e 6 dell’articolo 97, del d.lgs. n. 50/2016, riguardante in particolare la verifica del costo della manodopera con la riduzione dei tempi di esecuzione delle lavorazioni con il rispetto dei minimi retributivi di cui alle tabelle ministeriali che sono inidonei a giustificare il costo complessivo della manodopera
Per cui con l’esame della Delibera suddetta, l’Anac ha evidenziato che la verifica della congruità del costo della manodopera riguarda i fattori che concorrono al calcolo del costo complessivo che viene offerto dall’impresa, costi che devono risultare come congrui, giustificati e sostenibili.
IL solo rispetto dell’utilizzo delle tabelle ministeriali non è sufficiente a dare un parere ma occorre esaminare anche il monte ore. Per cui, qualora nel caso in cui il monte ore di alcune lavorazioni risulti ridotto in modo significativo rispetto alle stime dell’amministrazione, l’aggiudicatario ha l’onere di indicare alla stazione appaltante le particolari metodologie di esecuzione o altri accorgimenti di cui intende avvalersi e che possono giustificare una simile contrazione dei tempi di lavorazione.
Per cui esaminando la Delibera si evince: La stazione appaltante ha avviato la verifica di cui all’art. 95, comma 10, d.lgs. n. 50/2016. Ha inizialmente rappresentato all’impresa di avere proceduto alla verifica delle schede di analisi dei prezzi offerti limitatamente al costo della manodopera, nonostante la documentazione prodotta non recasse alcuna analisi in questo senso, «riscontrando che i tempi di esecuzione di varie lavorazioni risultano esigui per la tipologia delle stesse» e ha invitato Ferrarese Costruzioni S.r.l. a trasmettere «puntuale giustificazione dei costi della manodopera dichiarati in sede di offerta» (nota del 10 settembre 2019). Nel successivo verbale di valutazione delle giustificazioni dell’offerta (del 18 settembre 2019), constatata l’applicazione delle tabelle ministeriali, la Commissione ha certificato l’ottemperanza a quanto richiesto ai sensi dell’art. 95, comma 10, «fermo restando la perplessità circa i tempi di esecuzione di alcune lavorazioni».
Nel caso in esame, correttamente, l’impresa…………, nel documento “Analisi prezzi”, ha stimato, per ogni lavorazione, il numero di risorse da impiegare, indicando, per ciascuna, il livello di inquadramento e la “quantità”, ovvero il tempo di lavorazione, espresso in ore o frazioni di ore, ottenendo il costo complessivo del lavoro, per unità di misura, di ogni tipologia di lavorazione. Ne consegue che la verifica della congruità del costo della manodopera è estesa a tutti i fattori che concorrono al calcolo del costo complessivo, che devono risultare giustificati e sostenibili, e può limitarsi alla verifica del rispetto delle tabelle ministeriali solo se le altre variabili risultano immutate rispetto alle stime effettuate in sede di predisposizione della documentazione a base di gara. Nel caso di specie, il monte ore di alcune lavorazioni risulta ridotto rispetto alle stime dell’amministrazione, in modo apparentemente significativo, e l’aggiudicatario non ha indicato alla stazione appaltante gli strumenti concreti (particolari metodologie di esecuzione o altri accorgimenti) di cui intende avvalersi e che possono giustificare una simile contrazione delle tempistiche, tanto da indurre la stazione appaltante ad esprimere perplessità sulla questione anche nel verbale in cui viene sancito il rispetto delle tabelle ministeriali. Pertanto, Ferrarese Costruzioni S.r.l., pur avendo giustificato il rispetto dei minimi salariali, non può ritenersi avere giustificato il costo della manodopera dichiarato in sede di offerta (Cfr., in termini, TAR Lombardia, 13 marzo 2019, n. 544). Va da sé che la sensibile riduzione dei tempi di esecuzione di alcune lavorazioni, se non opportunamente supportata da concrete soluzioni/metodologie esecutive, determina il plausibile rischio che le risorse ricevano, nei fatti, una retribuzione inferiore a quella delle tabelle ministeriali, perché rapportata ad un numero di ore effettivamente lavorate superiore a quelle stimate e offerte”
A chiusura, occorre altresì considerare che la mancata giustificazione dei tempi ridotti di esecuzione si ripercuote sulla sostenibilità dell’offerta nel suo complesso, che l’amministrazione può in ogni caso valutare, indipendentemente dal calcolo della soglia di anomalia, a fronte di elementi specifici che ne mettano in dubbio la congruità (art. 97, comma 6, d.lgs. n. 50/2016).

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