sabato, Settembre 5, 2026

MAPESTONE PER IL NUOVO VOLTO DEL LUNGOMARE DI SAN SALVO

Tecnologia e durabilità per una riqualificazione d’eccellenza sulla Costa dei Trabocchi. Un progetto pilota per l’Adriatico, con soluzioni Mapei specifiche per la posa di pavimentazioni in gres porcellanato in ambienti marini.

Nel cuore della Costa dei Trabocchi, uno dei tratti più suggestivi del litorale abruzzese caratterizzato da iconiche “macchine da pesca” in legno sospese sul mare, il lungomare di San Salvo Marina è stato di recente oggetto di un importante intervento di riqualificazione urbana e ambientale. Un progetto nato per valorizzare il paesaggio di un tratto di costa molto amato da residenti e turisti. L’intervento aveva anche l’obiettivo di restituire alla cittadinanza uno spazio dal forte valore sociale dotandolo di una nuova identità morfologica e funzionale: il lungomare di San Salvo è stato infatti reso più accessibile e durevole e dotato di un “look” più contemporaneo.
Un’opera importante che ha di fatto cambiato il volto di una delle passeggiate più frequentate dagli abitanti del luogo e dai turisti. Il vecchio lungomare, infatti, risaliva agli anni ’70 ed era rimasto pressoché immutato per quasi mezzo secolo.

Un progetto di riqualificazione
L’intervento è stato progettato dall’ingegner Nicola Centofanti, professionista che ben conosce il contesto locale e che ne ha voluto valorizzare le caratteristiche più distintive. Il piano prevedeva l’esecuzione dei lavori in tre lotti: i primi due, avviati a fine estate 2022, sono stati completati subito dopo l’estate 2023, mentre il terzo lotto, con la riqualificazione delle aree verdi, è attualmente in corso e la sua conclusione è prevista entro novembre 2025.
I lavori, che hanno portato alla realizzazione di nuove pavimentazioni su un’area complessiva di 15.000 m2, hanno dovuto tener conto della necessità di non ostacolare lo svolgimento delle attività della stagione turistica, di eseguire le operazioni di posa in tempi brevi e garantire, al tempo stesso, durabilità e resistenza alle superfici del lungomare, anche in un contesto reso “sfidante” dagli agenti aggressivi tipici del contesto marino.
Come ha spiegato lo stesso Ingegner Centofani in un’intervista per Realtà Mapei, si è trattato di un progetto “unico nel suo genere, per la complessità tecnica e l’ambizione di coniugare natura, urbanistica e durabilità.”.
Per garantire la continuità visiva tra le pavimentazioni dei vari lotti, per le nuove superfici sono state scelte lastre di gres porcellanato che hanno reso le superfici carrabili. Si tratta quindi di un progetto pilota, caratterizzato sia da una grande attenzione al paesaggio sia dall’impiego di tecnologie avanzate per la posa di un materiale non comunemente utilizzato per questo tipo di applicazioni.

La soluzione Mapei per un progetto pilota
Ed è qui che è entrata in gioco Mapei che ha messo a disposizione un sistema innovativo, capace di vincere le sfide della sperimentazione di materiali non convenzionali in questo tipo di opera e nel contesto paesaggistico in cui si trova. Le sfide sono state superate grazie al sistema Mapestone, una soluzione “chiavi in mano” conforme alla norma UNI 11714-1:2018 relativa alle pavimentazioni stradali. L’uso di questo sistema permette di ottenere pavimentazioni durabili nel tempo, resistenti ai cicli gelo-disgelo, all’utilizzo dei sali disgelanti e allo spray marino. Inoltre, questa soluzione consente di eseguire la posa in tempi brevi. Si tratta proprio della soluzione in grado di garantire le prestazioni richieste dal progetto di riqualificazione del lungomare di San Salvo Marina.
In particolare, il sistema ha previsto la realizzazione del letto di posa con Mapestone TFB Cube, una malta premiscelata ideale per realizzare massetti d’allettamento di pavimentazioni architettoniche, in classe di esposizione XF4 e XS3 secondo la norma EN 206.

Poiché nel caso del lungomare di San Salvo Marina la pavimentazione era costituita da lastre di gres porcellanato, uno strato di boiacca confezionato con il lattice di gomma sintetica Planicrete, acqua e cemento è stato applicato sul retro delle lastre prima di appoggiarle sul massetto.
Dopo la posa del rivestimento, la stuccatura delle fughe è stata eseguita con Mapestone PFS 2 FLEX, una malta premiscelata a basso modulo elastico che permette la stuccatura di pavimentazioni architettoniche anche soggette a traffico pesante, in conformità alla norma UNI 11714-1:2018.
I giunti perimetrali e di dilatazione sono stati sigillati con Mapesil LM, un sigillante siliconico neutro particolarmente adatto ad applicazioni all’esterno e in grado di ammortizzare i movimenti dovuti all’indice di dilatazione termica dei materiali. Questo sigillante è stato scelto in una tonalità di colore che ben si sposa con il colore della pavimentazione.

L’uso combinato dei prodotti del sistema Mapestone ha permesso di creare, per le pavimentazioni del lungomare di San Salvo una struttura monolitica durabile nel tempo. Infatti, oltre ad essere resistenti ai sali disgelanti, ai cicli di gelo-disgelo e all’acqua di mare, le superfici create con il sistema Mapestone sono caratterizzate da elevata resistenza a compressione e altamente durevoli.

Grazie anche al contributo offerto dal sistema Mapestone, il lungomare di San Salvo rappresenta oggi un modello virtuoso di rigenerazione urbana costiera, in cui materiali innovativi, attenzione al paesaggio e sostenibilità ambientale dialogano in equilibrio. Un esempio concreto di come tecnologia e progettazione integrata possano restituire valore, identità e bellezza a uno spazio pubblico centrale nella vita della comunità e apprezzato e sfruttato da chi visita questi luoghi.

Dove la valorizzazione del paesaggio incontra l’innovazione tecnologica

Dialogo con l’ingegner Centofanti sulla riqualificazione del lungomare di San Salvo: un progetto pilota con nuove pavimentazioni architettoniche caratterizzate da durabilità e innovazione tecnologica in armonia con il contesto costiero.

Nel cuore della Costa dei Trabocchi, la riqualificazione del lungomare di San Salvo rappresenta un esempio virtuoso di progettazione integrata, dove paesaggio, tecnologia e durabilità si fondono in un intervento di alta qualità. In questa intervista, l’ingegner Nicola Centofanti racconta le scelte architettoniche e le sfide tecniche di un’opera “pilota” per l’intera costa adriatica. L’uso di pavimentazioni architettoniche in gres porcellanato e il supporto del sistema di posa Mapestone si sono rivelati strategici per garantire prestazioni elevate in un contesto marino. Il risultato è un lungomare moderno, accessibile e resistente.

Intervista ing.Nicola Centofanti

Qual è stato l’elemento ispiratore del progetto?

Il punto di partenza è stato il muretto che separava il lungomare dalla spiaggia. Non volevamo che ci fosse una barriera visiva tra il lungomare ed il mare. L’idea era quella di creare un ambiente il più possibile naturale, restituendo continuità al paesaggio e migliorandone la fruibilità per tutti, comprese le persone con mobilità ridotta, che ora possono accedere a ogni parte del lungomare.
Abbiamo inoltre previsto il ripristino del profilo altimetrico naturale nei tratti di spiaggia libera, con la creazione di dune artificiali e un percorso sinuoso che ha una duplice funzione: ludica, perché offre spazi da vivere, e protettiva, perché contrasta l’erosione provocata da mareggiate e venti.

Quali sono state le sfide principali nella realizzazione?

Il progetto è unico nel suo genere, per la complessità tecnica e per l’ambizione di coniugare natura, urbanistica e durabilità. Possiamo considerarlo un progetto pilota per la costa adriatica, grazie all’approccio integrato tra paesaggio, ecologia e ingegneria.
La sfida principale è stata trovare un equilibrio tra estetica e funzionalità, senza trascurare la resistenza nel tempo. Non era garantita la disponibilità di fondi per completare l’intero lungomare; quindi, era necessario un materiale di finitura che permettesse continuità visiva e tecnica anche in futuro. La pietra naturale non lo avrebbe consentito, perciò abbiamo scelto un gres porcellanato carrabile. La sua applicazione richiedeva una sperimentazione specifica, motivo per cui ci siamo affidati alla tecnologia Mapei, che ci ha garantito le prestazioni richieste con il sistema cementizio Mapestone.

Quanto ha inciso il supporto tecnico di Mapei nella fase progettuale e realizzativa?


È stato fondamentale, soprattutto nella sperimentazione dell’impiego del gres porcellanato in un contesto esposto come quello marino. Il supporto di Mapei ha riguardato tutte le fasi progettuali e cantieristiche: dal dimensionamento della soletta in calcestruzzo fibrorinforzato fino allo studio dei giunti, per realizzare una struttura monolitica, duratura e in grado di resistere ai cicli di gelo/disgelo, ai sali disgelanti e allo spray marino. Il sistema Mapestone, infatti, offre prodotti in classe di esposizione XF4 e risponde ai requisiti richiesti nella normativa UNI 11714-1:2018 e UNI EN 206-1 per garantire la durabilità dell’opera.
Inoltre, il personale Mapei ha fornito assistenza tecnica in cantiere, accompagnando le diverse maestranze che hanno operato nell’applicazione del sistema Mapestone e garantendo così una qualità costante durante l’intero processo.

In che modo i fattori ambientali — come la vicinanza al mare e le tempistiche legate alla stagione turistica — hanno influenzato i lavori?


Sono stati elementi determinanti nella pianificazione. L’intervento doveva procedere senza ostacolare la stagione turistica. In questo senso, il sistema Mapestone si è dimostrato la soluzione ideale, perché ha consentito una posa modulare e tempi rapidi di calpestabilità.
È stato possibile sospendere e riprendere le lavorazioni senza compromettere quanto già eseguito, consentendo un cantiere flessibile e a basso impatto sul territorio, pur mantenendo elevate prestazioni tecniche.


La riqualificazione ha avuto un impatto anche sul turismo e sul valore immobiliare della zona?


L’effetto è stato immediato. Il nuovo lungomare ha reso l’area più moderna e accogliente, aumentando l’afflusso di visitatori, specialmente nei mesi estivi. Questo ha generato un beneficio indiretto anche sul mercato immobiliare, con un apprezzabile incremento del valore degli appartamenti lungo la zona interessata. È una trasformazione che ha portato ricadute positive su tutta l’economia locale.

Il tratto sud è in fase di ultimazione. Ci sono già prospettive per il lungomare nord?


Il nostro impegno attuale è completare il tratto sud entro i tempi previsti, ma l’amministrazione comunale ha già manifestato la volontà di proseguire l’opera nel tratto nord. Si tratta però di un tratto tecnicamente più complesso e il suo avvio dipenderà dalla disponibilità di nuovi fondi. L’obiettivo resta quello di completare l’intero fronte mare con lo stesso livello qualitativo, sia dal punto di vista tecnico che estetico.

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