COME FARE PER… i principi di base delle OEPV nelle gare di appalto.

COME FARE PER…  i principi di base delle OEPV nelle gare di appalto.

edilizia e lavori pubblici

Vediamo quali sono i principi riguardanti  l’Offerta economicamente più vantaggiosa, enunciati dalla Linea Guida  n. 2, approvata mediante delibera 105 del 21 settembre 2016 e sempre in attuazione di quanto previsto dal D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

E’ fondamentale per la Stazione Appaltante:

  • essere precisi sul criterio di aggiudicazione scelto;
  • essere precisi sui criteri di valutazione;
  • essere precisi sui metodi e le formule per l’attribuzione dei punteggi;
  • essere precisi sui metodo per la formazione della graduatoria.

Ricordiamo anche cosa prevede l’attuale  quadro normativo

  • Il comma 4, dell’art. 95, del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, stabilisce che non deve essere utilizzato il criterio del minor prezzo, a meno di casi particolari;
  • per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di euro, la procedura di gara deve avvenire sulla base del progetto esecutivo;
  • per i servizi e le forniture con caratteristiche standard o con condizioni definite dal mercato;
  • per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria, con elevata ripetitività, ovvero che hanno un carattere innovativo.
  • Le Stazioni Appaltanti, che utilizzano il criterio del minor prezzo, ai sensi dell’art. 95, comma 5, devono render note le motivazione della scelta effettuata ed esplicitare nel bando il criterio utilizzato per la selezione della migliore offerta;
  • Le Stazioni Appaltanti  devono dimostrare che attraverso il ricorso al minor prezzo non sia stato avvantaggiato un particolare fornitore;
  • Vanno aggiudicati sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, ai sensi dell’art. 95, comma 3, i contratti che riguardano a) servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica b) i servizi ad alta intensità di manodopera (ovvero quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto – art. 50, comma 2); c) i servizi di ingegneria e architettura nonché gli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di importo superiore a 40.000 euro ;

 

Per quanto riguarda i Criteri di Valutazione si deve tener presente che:

  • la Stazione Appaltante deve individuare concretamente i propri obiettivi (di regola molteplici);
  • la Stazione Appaltante attribuire un peso relativo a ciascuno di essi;
  • la Stazione Appaltante definisce le modalità attraverso cui viene valutato il grado di adeguatezza di ciascuna offerta rispetto al singolo obiettivo;
  • la Stazione Appaltante definisce le modalità per sintetizzare le informazioni relative a ciascuna offerta in un unico valore numerico finale.
  • i criteri di valutazione del miglior rapporto qualità/prezzo (ai sensi dell’art. 95, comma 6, del Codice) devono essere oggettivi e connessi all’oggetto dell’appalto
  • riguardano lavori, forniture o servizi da fornire nell’ambito dell’affidamento sotto qualsiasi aspetto e in qualsiasi fase del ciclo di vita (compresi fattori coinvolti nel processo specifico di produzione, fornitura o scambio o in un processo specifico per una fase successiva del ciclo di vita, anche se non sono parte del loro contenuto sostanziale);
  • attengono alle caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi ritenute più rilevanti dalla stazione appaltante ai fini della soddisfazione delle proprie esigenze e della valorizzazione degli ulteriori profili indicati dal Codice.

I criteri possono essere  i seguenti:

  1. qualità (pregio tecnico, caratteristiche estetiche e funzionali, accessibilità, certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, caratteristiche sociali, ambientali, contenimento dei consumi energetici, caratteristiche innovative, commercializzazione e relative condizioni);
  2. possesso di un marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30 per cento del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto;
  3. costo di utilizzazione e manutenzione, «avuto anche riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un’economia circolare che promuova ambiente e occupazione»;
  4. compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività dell’azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni;
  5. organizzazione, qualifiche ed esperienza del personale effettivamente utilizzato nell’appalto, qualora la qualità del personale incaricato possa avere un’influenza significativa sul livello dell’esecuzione dell’appalto;
  6. servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica;
  7. condizioni di consegna o di esecuzione del servizio.
  8. Inoltre i criteri di valutazione definiti dalla Stazione Appaltante possono tener conto dei criteri ambientali minimi (CAM) adottati con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
  9. criteri di valutazione concretamente utili a evidenziare le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti e a differenziare le stesse in ragione della rispondenza alle esigenze della stazione appaltante.
  10. I criteri devono, pertanto, consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici dell’offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori, vanificando l’applicazione del criterio del miglior rapporto qualità/prezzo.

Per cui non dovrebbero essere oggetto di valutazione:

  • I requisiti di partecipazione che, per definizione, sono posseduti da tutti i concorrenti;
  • Le condizioni minime – incluso il prezzo – con cui i lavori, servizi o forniture devono essere realizzati;
  • Si dovrebbe, attribuire un punteggio positivo solo a miglioramenti effettivi rispetto a quanto previsto a base di gara.

Fondamentale è :

  • la rigida separazione tra requisiti di partecipazione e criteri di valutazione;

Diversamente potrebbero valutarsi:

  • I profili di carattere soggettivo introdotti qualora consentano di apprezzare meglio il contenuto e l’affidabilità dell’offerta;
  • la valorizzazione delle caratteristiche dell’offerta ritenute particolarmente meritevoli e possono devono riguardare aspetti, quali quelli indicati dal Codice, che incidono in maniera diretta sulla qualità della prestazione.
  • l’offerta mediante criteri premiali legati al rating di legalità;
  • l’offerta mediante criteri premiali legati all’impatto sulla sicurezza e salute dei lavoratori, a quello sull’ambiente;
  • l’offerta mediante criteri premiali legati partecipazione delle microimprese e delle piccole e medie imprese, dei giovani professionisti e per le imprese di nuova costituzione.

Nei criteri di aggiudicazione basati sul miglior rapporto qualità/prezzo, si può prevedere anche la  richiesta di varianti che devono comportare:

  • un livello di definizione pari a quello del progetto messo a gara ed essere coerenti con lo stesso senza stravolgerlo.
  • I criteri di valutazione di tali varianti devono tener conto delle risultanze delle varie fasi di progettazione ed essere finalizzate a stimolare il miglioramento del bene o del servizio.

Inoltre, ai sensi dell’art. 95, comma 7 il criterio di aggiudicazione prescelto (quindi anche nel caso in cui l’individuazione dell’OEPV avvenga sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo), l’elemento economico può essere valutato in termini di prezzo o di costo.

Ai sensi della Direttiva 2014/24/UE, e l’elemento costo nell’ambito dell’OEPV deve essere valutato ricorrendo a un approccio basato sui costi del ciclo di vita.

Se il criterio di aggiudicazione prescelto dall’OEPV avvenga sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, l’elemento economico può essere valutato in termini di prezzo o di costo ed abbraccia i costi:

  • interni, come le ricerche da realizzare, lo sviluppo, la produzione, il trasporto, l’uso;
  • la manutenzione e i costi di smaltimento finale ma può anche abbracciare costi imputabili a esternalità ambientali quali l’inquinamento causato dall’estrazione delle materie prime utilizzate nel prodotto ovvero causato dal prodotto stesso o dalla sua fabbricazione
  • i costi sociali del ciclo di vita.

Per cui considerando il criterio del costo  del ciclo di vita vanno indicati:

  • i costi connessi alle varie fasi del ciclo di vita dei lavori/beni/servizi;
  • valutazione dei costi che più direttamente ricadono sulla stazione appaltante

il criterio del prezzo consente di apprezzare il corrispettivo previsto nell’ambito dell’offerta, quale indice sintetico e diretto dei profili economici dell’offerta;

Fondamentale ricordare che mentre prima con il d.lgs. 163/2006 con la Direttiva 2004/18/CE non era possibile assegnare al prezzo un punteggio particolarmente basso (o nullo) con l’art. 95, comma 7, del Codice, è possibile competere anche esclusivamente sulla qualità, eliminando la componente costo.

Quali sono i casi in cui  è possibile annullare l’elemento costo nell’ambito dell’OEPV?

Sono:

  • disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative al prezzo di determinate forniture;
  • alla remunerazione di servizi specifici.

Inoltre al fine dell’imposizione di un costo fisso, le stazioni appaltanti che decidano di determinare il prezzo dell’affidamento devono  evitare che il prezzo sia troppo contenuto per permettere la partecipazione di imprese “corrette” o troppo elevato, producendo danni per la stazione appaltante.

Per cui  le  Stazioni Appaltanti devono: motivare sulle ragioni alla base di tale scelta e sulla metodologia seguita per il calcolo del prezzo o costo fisso, in base al quale verrà remunerato l’oggetto dell’acquisizione.

In tale metodologia possono rientrare:

  • un’esaustiva indagine di mercato;
  • l’osservazione dei prezzi praticati in situazioni analoghi.

La Ponderazione

La Stazione Appaltante, in fase di redazione degli atti di gara per ciascun criterio o sub criterio, pone in essere  I “pesi” o “punteggi” (e i sub pesi o sub punteggi) di ponderazione ovvero il valore attribuito tenendo conto di:

  • delle specificità dell’appalto ;
  • dell’importanza relativa della componente economica;
  • dell’importanza relativa della componente di quella tecnica;
  • dell’importanza relativa della componente  relativi ai profili oggetto di valutazione.

Per cui:

  • Per ciascuna componente, criterio o subcriterio va attribuito un punteggio proporzionato e ragionevole rispettando anche quello attribuito agli altri criteri.
  • il punteggio massimo attribuibile a ciascuna componente e a ciascun criterio o subcriterio deve risultare proporzionato all’obiettivo della Stazione Appaltante nonchè alla rilevanza che ciascuno di essi riveste rispetto agli altri.

Inoltre per i profili oggetto di valutazione la  stazione appaltante deve tener presente di:

  • concreta diffusione della caratteristica;
  • reali possibilità di svilupparla.

E secondo tali principi si definiscono l’ordine di importanza dei criteri.

  • Il punteggio attribuito a ciascuno dei criteri di valutazione deve essere tale da non alterare l’oggetto dell’affidamento;
  • ripartire proporzionalmente i punteggi tra i criteri riguardanti l’oggetto principale e agli oggetti secondari dell’affidamento;
  • attribuire un punteggio limitato o non attribuire alcun punteggio ai criteri relativi a profili ritenuti non essenziali in relazione alle esigenze della stazione appaltante.
  • che la somma dei punteggi deve essere pari a 100;
  • che deve essere limitato il peso attribuito ai criteri di natura soggettiva o agli elementi premianti, ad esempio non più di 10 punti sul totale;

Le stazioni appaltanti possono:

  • imporre un livello minimo qualitativo, determinando un valore soglia per il punteggio che le offerte devono ottenere per determinati criteri,
  • qualora nessuna offerta soddisfi il livello qualitativo richiesto, la stazione appaltante può non aggiudicare la gara.

Può accadere he nessun concorrente raggiunga il punteggio massimo previsto, specie quando la valutazione è basata sul metodo aggregativo compensatore.

  • In tali casi, se previsto nel bando di gara, a stazione appaltante procede alla riparametrazione dei punteggi per riallinearli ai punteggi previsti per l’elemento di partenza;
  • Detta operazione è applicabile sia in relazione ai criteri qualitativi sia in relazione ai criteri quantitativi.
  • Matematicamente, quando il coefficiente ovvero il punteggio massimo ottenuto per un determinato criterio dall’offerta migliore non raggiunge il valore 1, si procede alla riparametrazione dividendo il coefficiente di ciascuna offerta per il coefficiente massimo attribuito per quel criterio.
  • La verifica dell’anomalia viene fatta con punteggi ottenuti dai concorrenti all’esito delle relative riparametrazioni.

La Valutazione degli Elementi Quantitativi.

Gli elementi quantitativi sono:

  • il prezzo;
  • il tempo di esecuzione dei lavori;
  • il rendimento, la durata della concessione;
  • il livello delle tariffe;

Gli elementi qualitativi sono:

  • Il rating di legalità;
  • Il possesso di una certificazione di qualità;

Per cui operativamente si avrà:

  • Per gli elementi di natura quantitativa, quali il prezzo, di regola nei bandi è fissato il prezzo massimo che la stazione appaltante intende sostenere (non sono ammesse offerte al rialzo) e i concorrenti propongono sconti rispetto a tale prezzo. Il punteggio minimo, pari a zero, è attribuito all’offerta che non presenta sconti rispetto al prezzo a base di gara, mentre il punteggio massimo all’offerta che presenta lo sconto maggiore.

Di seguito si riportano modalità di calcolo dei punteggi economici che rispettano i criteri suddetti, utilizzabili soprattutto quando il criterio di formazione della graduatoria è quello aggregativo compensatore

La Valutazione dei Criteri Motivazionali.

Gli elementi di valutazione qualitativi, sono valutati in modo discrezionale da parte dei commissari di gara, per cui è fondamentale che nei documenti di gara vengano indicati i criteri motivazionali a cui deve attenersi la commissione per la valutazione delle offerte.

Tali criteri devono essere:

  • non discriminatori;
  • conosciuti da tutti i concorrenti
  • basati su elementi accessibili alle imprese.

Qualora l criterio sia caratterizzato da più aspetti da valutare separatamente l’uno dall’altro,  è consigliabile che lo stesso sia diviso in più sub criteri, ciascuno con il proprio sub punteggio.

Per i punteggi per i criteri di natura qualitativa, la stazione appaltante resta libera di determinare il criterio di attribuzione, sempre che rispettino:

  • i principi di proporzionalità;
  • i principi di trasparenza;
  • abbia basi scientifiche.

Per cui si ricorre a due tipi di criteri:

  • l’attribuzione discrezionale di un coefficiente (da moltiplicare poi per il punteggio massimo attribuibile in relazione al criterio), variabile tra zero e uno, da parte di ciascun commissario di gara;
  • il confronto a coppie tra le offerte presentate, da parte di ciascun commissario di gara.

Con il primo criterio, ciascun commissario attribuisce un punteggio a ciascuna offerta.

  1. le ragioni di tale attribuzione devono essere adeguatamente motivate e la motivazione deve essere collegata ai criteri presenti nel bando.
  2. la stazione appaltante deve indicare gli specifici profili oggetto di valutazione, in maniera analitica e concreta ciascun criterio o subcriterio di valutazione, e devono essere indicati i relativi descrittori che consentono di definire i livelli qualitativi attesi e di correlare agli stessi un determinato punteggio.
  3. Una volta che ciascun commissario ha attribuito il coefficiente a ciascun concorrente, viene calcolata la media dei coefficienti attribuiti, viene attribuito il valore 1 al coefficiente più elevato e vengono di conseguenza riparametrati tutti gli altri coefficienti.

Diversamente in caso di scelta di attribuire i coefficienti con il criterio del confronto a coppie abbiamo

  1. il confronto avviene sulla base delle preferenze accordate da ciascun commissario a ciascun progetto in confronto con tutti gli altri, secondo i parametri contenuti nei documenti di gara.
  2. Ciascun commissario confronta l’offerta di ciascun concorrente indicando quale offerta preferisce e il grado di preferenza, variabile tra 1 e 6 (1 – nessuna preferenza; 2 – preferenza minima; 3 – preferenza piccola; 4 – preferenza media; 5 – preferenza grande; 6 – preferenza massima), eventualmente utilizzando anche valori intermedi.
  3. Viene costruita una matrice con un numero di righe e un numero di colonne pari al numero dei concorrenti meno uno come nell’esempio sottostante, nel quale le lettere individuano i singoli concorrenti; in ciascuna casella viene collocata la lettera corrispondente all’elemento che è stato preferito con il relativo grado di preferenza e, in caso di parità, vengono collocate nella casella le lettere dei due elementi in confronto, assegnando un punto ad entrambe.
  4. Al termine dei confronti si attribuiscono i punteggi sulla base di uno dei due criteri di seguito indicati;
  5. si trasforma, per ciascun commissario, la somma dei coefficienti attribuiti mediante il “confronto a coppie”, in coefficienti variabili tra zero e uno e si calcola la media dei coefficienti di ciascun commissario attribuendo uno al concorrente che ha ottenuto il coefficiente medio più alto e agli altri concorrenti un punteggio conseguentemente proporzionale al coefficiente raggiunto; 2. si trasforma la somma dei coefficienti attribuiti dai singoli commissari mediante il “confronto a coppie” in coefficienti variabili tra zero ed uno;
  6. In alternativa si calcola la media dei coefficienti, variabili tra zero ed uno, calcolati dai singoli commissari mediante il “confronto a coppie”, seguendo il criterio fondato sul calcolo dell’autovettore principale della matrice completa dei confronti a coppie, modificando opportunamente la matrice sopra riportata, eventualmente utilizzando valori intermedi tra il punteggio 1 (parità) e il punteggio 2 (preferenza minima) della scala semantica, come suggerito da Saaty nell’utilizzo del metodo Analytic Hierarchy Process (AHP), per tener conto di offerte che differiscono poco dal punto di vista qualitativo. Tale metodo consente il calcolo di un indice di coerenza attraverso il quale valutare la qualità dei punteggi attribuiti a ciascun criterio e risulta perciò preferibile. Il confronto a coppie per l’attribuzione del punteggio relativo agli elementi qualitativi è particolarmente adatto alle gare con la presenza di numerose offerte, in quanto riduce la necessità di attribuire più punteggi discrezionali (e relative motivazionali), tuttavia il numero di confronti da effettuare cresce notevolmente all’aumentare del numero di offerte. Infatti, per ciascun criterio (o sottocriterio) il numero di confronti da effettuare è pari a n*(n-1)/2, dove n è il numero di concorrenti.

La Formazione della graduatoria:

  • dopo che la commissione di gara ha effettuato le valutazioni tecniche, per elementi qualitativi e gli elementi quantitativi, nonché occorre determinare, per ogni offerta, un dato numerico finale atto ad individuare l’offerta migliore.
  • le amministrazioni aggiudicatrici utilizzano metodologie tali da consentire di individuare con un unico parametro numerico finale l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Per cui la stazione appaltante, può applicare il criterio di determinazione del punteggio finale per ciascuna offerta ritenuto più opportuno, purché tale criterio rispetti i seguenti principi:

  • avere basi scientifiche;
  • essere proporzionale con l’oggetto dell’appalto;
  • essere non discriminatorio, ovvero far sì che se un’offerta presenta valori migliori per ciascun coefficiente rispetto ad un’altra anche il punteggio finale deve riflettere queste preferenze;
  • essere accuratamente descritto nel bando di gara.

Il metodo aggregativo compensatore

E’ il più utilizzato dalle stazioni appaltanti, si basa sulla sommatoria dei coefficienti attribuiti per ciascun criterio, ponderati per il peso relativo del criterio.

Il punteggio viene assegnato a ciascun candidato sulla base della seguente formula

𝑃𝑖 = ∑ [𝑊𝑖 ∗ 𝑉𝑎𝑖] 𝑛

dove:

𝑃𝑖 = Punteggio dell’offerta i-esima

n = numero totale dei requisiti

𝑊𝑖 = peso o punteggio attribuito al requisito (i);

𝑉𝑎𝑖 = coefficiente della prestazione dell’offerta (a) rispetto al requisito (i) variabile tra zero ed uno. Il metodo aggregativo compensatore presenta l’inconveniente di compensare i punteggi attribuiti ai diversi elementi e di colmare, nell’ambito del punteggio finale, eventuali profili carenti dell’offerta con quelli più completi. Tale metodo inoltre è particolarmente sensibile alle distorsioni descritte per i criteri economici, specie quando si utilizza l’interpolazione lineare. È evidente che questo problema viene meno quando si utilizza il criterio del prezzo o costo fisso, poiché non vi è più l’offerta economica da valutare

Il metodo Electre

A differenza del metodo aggregativo compensatore, non permette la compensazione delle risposte carenti per determinati criteri di valutazione, è un metodo di aiuto alle decisioni fondato sul principio del surclassamento.

In termini operativi, il principio del surclassamento prevede che, date due alternative A e B, si può affermare che A surclassa B qualora:

  • esiste una sufficiente maggioranza di criteri di valutazione rispetto ai quali si può asserire che l’alternativa A è preferibile o indifferente rispetto alla alternativa B;
  • per nessuno dei criteri di valutazione non appartenenti a questa maggioranza di criteri, l’alternativa B risulta ampiamente preferibile all’alternativa A.

Il primo passo consiste nell’individuare gli elementi di valutazione di ciascun offerente per ciascuna prestazione e calcolare gli scarti massimi per ciascuna di essa. Per queste finalità si utilizza la seguente notazione:

𝑎𝑘𝑖 è il valore della prestazione dell’offerta i per il criterio k;

𝑎𝑘𝑗 è il valore della prestazione dell’offerta j per il criterio k;

𝑠𝑘 è il massimo scarto dell’intera gamma di valori per il criterio k;

𝑝𝑘 è il peso attribuito al criterio k;

n il numero degli elementi da valutare k;

r è il numero delle offerte da valutare

Il secondo passo consiste nel calcolo, con riferimento ad ogni elemento di valutazione k, degli scarti fra ognuno dei valori offerti rispetto agli altri valori offerti attraverso le seguenti formule:

𝑓𝑘𝑖𝑗 = 𝑎𝑘𝑖 − 𝑎𝑘𝑗 per 𝑎𝑘𝑖 > 𝑎𝑘𝑗 nonché 𝑖 ≠ 𝑗

𝑔𝑘𝑖𝑗 = 𝑎𝑘𝑗 − 𝑎𝑘𝑖 per 𝑎𝑘𝑗 > 𝑎𝑘𝑖 nonché 𝑖 ≠ 𝑗

Occorre eliminare dalla valutazione quegli elementi per i quali non esiste variabilità tra i diversi concorrenti.

Con il terzo passo si calcolano, con riferimento ad ogni elemento di valutazione k, sulla base di tali scarti, gli indici di concordanza e di discordanza attraverso le seguenti formule:

𝑐𝑖𝑗 = ∑ ( 𝑓𝑘𝑖𝑗 𝑠𝑘 ⁄ ) ∗ 𝑝𝑘 𝑛 𝑘=1 (indice di concordanza) con 𝑖 ≠ 𝑗

𝑑𝑖𝑗 = ∑ ( 𝑔𝑘𝑖𝑗 𝑠𝑘 ⁄ ) ∗ 𝑝𝑘 𝑛 𝑘=1 (indice di discordanza) con 𝑖 ≠ 𝑗

qualora 𝑑𝑖𝑗 = 0 l’offerta i domina l’offerta j in ogni elemento di valutazione k pertanto la procedura di valutazione va effettuata con esclusione dell’offerta j.

Con il quarto passo si calcolano, sulla base degli indici di concordanza e di discordanza, gli indicatori unici di dominanza di ogni offerta rispetto a tutte le altre offerte con una delle due seguenti formule:

𝑞𝑖𝑗 = 𝑐𝑖𝑗 𝑑𝑖𝑗 ⁄ (indicatore unico di dominanza) con 𝑖 ≠ 𝑗 𝑞𝑖𝑗 ∗ = 1 + ( 𝑞𝑖𝑗 𝑞𝑖𝑗 𝑚𝑎𝑥 ⁄ ) ∗ 99 (indicatore unico di dominanza proiettato su di una gamma di valori da 1 a 100) con 𝑖 ≠ 𝑗

Infine, con il quinto passo, si determina il punteggio di ogni offerta sulla base di una delle due seguenti formule:

𝑃𝑖 = ∑ 𝑞𝑖𝑗 𝑟 𝑗=1

𝑃𝐼 = ∑ 𝑞𝑖𝑗 ∗ 𝑟 𝑗=1

A differenza del metodo aggregativo compensatore, il metodo Electre, limitatamente alle offerte relative a criteri di valutazione di natura quantitativa o di natura qualitativa misurabili, può essere applicato anche senza procedere preliminarmente alla trasformazione dei relativi valori in coefficienti variabili tra zero ed uno, in quanto è sufficiente conoscere i valori assoluti delle offerte. Si precisa, poi, che la soglia di anomalia prevista dall’articolo 97, comma 3, del Codice non è in questo caso calcolabile, dal momento che la graduatoria delle offerte non è costruita sulla somma dei punteggi, 16 ma sulla somma degli indici unici di dominanza; pertanto, ancorché non previsto nei documenti di gara, la stazione appaltante può eventualmente applicare il comma 6 dell’articolo 97 del Codice.

 

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