sabato, Aprile 18, 2026

PROFESSIONISTI E NEWS: uno studio sui danni causati dagli eventi sismici.

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L’Associazione Ingegneria Sismica Italiana, ha fornito un primo studio dei danni causati dagli eventi sismici di Amatrice, Norcia, Valle del Tronto del 24 Agosto 2016 scorso.
Vediamo le probabili cause strutturali che secondo detto studio avrebbero causato danni agli immobili interessati dall’evento sismico.

I principali sono:

• Danni causati ad edifici in muratura che presentavano pareti tozze e di modesta altezza, spesso impostati su versanti scoscesi;
• Danni causati per possibili scivolamenti del terreno per perdita dell’appoggio, ovvero per l’azione sismica sulle murature;
• Danni causati per l’utilizzo di sassi nelle dimensioni minime, privi di legante in aderenza, a ovvero bassa qualità del legante presente, che si è polverizzato e quindi privo di aderenza al sasso;
• Danni causati per l’utilizzo di sassi con una sagoma tondeggiante, non squadrata, e di dimensione inferiore allo spessore delle murature con la mancanza di elementi passanti trasversalmente che possano contenere gli sbandamenti trasversali dei paramenti interno ed esterno.
• Le murature ancora in essere, visivamente presentano corsi di malta molto spessi in rapporto agli elementi in pietra, dove la malta intende probabilmente anche ad assolvere ad una funzione di livellamento per ricondurre alla verticale le azioni reciproche tra i componenti costituenti;
• Danni causati dal danneggiato o sparito legante, gli allineamenti non più orizzontali hanno comportato componenti di azione trasversali che sommandosi all’azione d’inerzia orizzontale conseguente al sisma, possono aver favorito l’instabilizzazione laterali delle murature;
• Danni causati da muri molto disomogenei nei componenti e rimaneggiati nella geometria, con un incremento degli indebolimenti locali;
• Danni causati ad interventi locali di apparente consolidamento degli impalcati, che hanno probabilmente causato un appesantimento ed un irrigidimento nel piano solo presunto; i maschi murari a sostegno o delimitazione degli impalcati spesso non sono efficacemente connessi agli stessi,
• Danni causati a balconi in vari casi per il cedimento dei rigidi mensoloni e mantenimento delle solette flessibili.
• Alcuni edifici storici di maggior pregio, non hanno subito danni importanti per la presenza di murature con elementi lapidei squadrati.
• Un possibile percorso del danno potrebbe essere così riepilogato:
a) Intonaci spessi su murature disgregate o poco legate, che compromettono la stabilità iniziale delle stesse;
b) Rapida instabilizzazione degli intonaci, distacchi e rapido deterioramento delle murature sottoposte alle oscillazioni;
c) Cedimenti locali e ribaltamenti delle murature con perdita parziale poi totale del sostegno agli impalcati.
d) Impacchettamento a terra degli impalcati.
• Danni causati da maschi, caratterizzati da materiali deboli o sconnessicon rigidezza apparente, che rapidamente è persa alle prime oscillazioni sotto le azioni sismiche
• Danni causati da elementi estranei inseriti alla meglio alle strutture che hanno favorito martellamenti con accelerazione del danno.
• Danni causati a fabbricati privi di interventi, compresi tra fabbricati ristrutturati, e che hanno condiviso con questi ultimi azioni di inerzia, ma non sopportabili da fabbricati privi di interventi migliorativi;
• Danni causati dall’assenza di diffuse connessioni tra impalcati e murature d’ambito.
Come indicato nello studio, le note sopra riassunte ma anche a corredo delle immagini, “devono essere considerate puramente indicative e preliminari, non hanno la pretesa di essere giudizi definitivi e potranno, dopo successivi approfondimenti, risultare differenti da una più corretta analisi”.

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