sabato, Aprile 18, 2026

La posa dei materiali lapidei naturali e ricomposti: dalla progettazione alla durabilità. Come i sistemi Mapei garantiscono prestazioni e sostenibilità

i sistemi Mapei

La posa di pavimenti e rivestimenti in pietra naturale o ricostruita rappresenta uno dei momenti più delicati nella realizzazione di un intervento edilizio. Nonostante ciò, si tende ancora oggi, a considerarla una semplice operazione esecutiva, affidata talvolta a decisioni improvvisate in cantiere. Questo è uno scenario decisamente superato dalle norme tecniche internazionali e dalle migliori pratiche di settore.
Secondo la norma UNI 11714-1:2018 per i materiali lapidei e la UNI 11493-1:2025 per le piastrellature ceramiche, la scelta del sistema di posa e del relativo adesivo è esplicitamente attribuita al progettista e costituisce parte integrante del progetto di posa. Non si tratta di una decisione tecnica marginale, ma di una prerogativa che garantisce durabilità, sicurezza e prestazioni del complessivo intervento di posa.
Mapei assume questo principio come fondamentale della propria filosofia aziendale: essere un partner globale nella filiera della posa, offrendo sistemi completi e sostenibili supportati da ricerca e sviluppo, formazione specialistica attraverso la Mapei Academy, assistenza tecnica capillare e gratuita, e soluzioni ad alte prestazioni per un’edilizia durevole, sostenibile e responsabile.

Le variabili non negoziabili della scelta dell’adesivo
La scelta dell’adesivo, parte integrante di un sistema di posa, non può essere improvvisata né sottovalutata, bensì richiede una valutazione consapevole di molteplici variabili e requisiti, tutti non negoziabili dal punto di vista tecnico e normativo.

Innanzitutto, è fondamentale un’attenta valutazione del supporto: occorre analizzare la natura, le condizioni di umidità e stagionatura residue, la planarità e la resistenza meccanica in relazione alle sollecitazioni e ai carichi previsti in esercizio. A monte. è sempre richiesta una progettazione del sottofondo (che sia una partizione orizzontale, verticale o inclinata), così come dell’intera stratigrafia complessiva, comprensiva del sistema di posa.
Inoltre, è indispensabile conoscere le caratteristiche e le proprietà chimico-fisiche del materiale lapideo da posare: si deve considerare la natura litologica e mineralogica, lo spessore e il formato, l’eventuale presenza di rete sul retro, e in particolare il suo comportamento in termini di stabilità dimensionale (sensibilità all’imbarcamento) in presenza di umidità e gradienti termici. La stabilità dimensionale è definita dalla norma UNI 11714:2028, secondo il metodo di prova norma UNI 11880:2022, che classifica i materiali lapidei in 3 classi sulla base delle loro deformazioni: A (stabili), B (sensibili), C (altamente sensibili/instabili).
Il materiale lapideo può essere naturale o ricomposto (a base cementizia o di resine) ed è fondamentale determinarne la sensibilità all’umidità. I materiali sensibili sono soggetti a macchiatura, che si manifesta con la comparsa di inestetismi permanenti sulla superficie del rivestimento. Questi sono causati dal contatto prolungato con l’umidità di un adesivo a normale stagionatura non idoneo, oppure dalla presenza di umidità nel sottofondo (residua o umidità di risalita capillare). In tali condizioni, l’umidità veicola in superficie alcuni minerali contenuti nel materiale stesso, determinando le indesiderate “macchiature” superficiali. Tali problematiche sono oggi più frequenti anche a causa della tendenza ad utilizzare elementi lapidei di spessore inferiore rispetto al passato (1–2 cm contro gli spessori precedenti superiori ai 3 cm). Per i materiali lapidei sensibili, al fine di evitare le macchiature, è generalmente necessario prescrivere in fase di progetto adesivi a rapida asciugatura (rapidi, classe F) o di natura ettringitica (in grado di utilizzare integralmente l’acqua di impasto). In alternativa, si possono utilizzare adesivi a base di resine (reattivi poliuretanici, epossidici o epossi-poliuretanici). Queste soluzioni, se previste in fase di progetto, sono in grado di prevenire l’insorgere di tali problemi. In via generale, Mapei segnala, ad esempio, adesivi come Elastorapid, Granirapid, Keraquick Maxi S1 e Keraflex Quick per la posa di materiale lapideo in classe B (ad esempio il bianco carrara); adesivi reattivi come Keralastic T, Ultrabond Eco PU 2K e Ultrabond EP 2K per la posa in classe C (ad esempio il marmo Verde Alpi), e prodotti a normale stagionatura come Keraflex Maxi S1 Zero e Keraflex Extra S1 Zero per la posa di materiale lapideo non sensibile all’umidità in classe A (come la Pietra di Trani o di Apricena).
Altrettanto cruciale è la valutazione della destinazione d’uso (interna o esterna, pedonale o carrabile), dei livelli di carico e traffico previsti e del contesto applicativo. Questo può spaziare dalle pavimentazioni ordinarie fino a facciate, pavimentazioni carrabili, piscine o superfici che richiedono preventiva impermeabilizzazione.
Non va infine dimenticato l’aspetto climatico: l’esposizione al sole, le condizioni ambientali durante la posa e nell’esercizio, i cicli di gelo/disgelo, e l’esposizione a sali disgelanti o aerosol marino. Le tempistiche di cantiere e ogni altra esigenza specifica del progetto influenzano la scelta della classe di adesivo da impiegarsi (ad esempio, rapido per messa in esercizio veloce, in presenza di stagioni fredde, o nel caso di materiale lapideo sensibile alla macchiatura, , o in caso di materiale lapideo sensibile; o a normale stagionatura per applicazioni ordinarie con materiale non sensibile).In definitiva, la norma UNI 11714-1:2018 fornisce criteri oggettivi di classificazione, basati su giacitura, destinazione d’uso, sollecitazioni meccaniche previste, tipo di supporto, formato e natura degli elementi. Questa struttura normativa trasforma la scelta dell’adesivo e del più ampio concetto di sistema di posa da decisione empirica a processo scientifico e verificabile.


Gli errori ricorrenti che compromettono la durabilità
L’esperienza di decenni nel settore ha permesso a Mapei di identificare i principali errori che compromettono la durabilità dei pavimenti e rivestimenti in pietra naturale o ricostruita. Riconoscerli è il primo passo per evitarli e garantire la longevità dell’opera.
L’errore più frequente riguarda l’imprecisa identificazione delle sollecitazioni a cui il materiale lapideo sarà sottoposto. Una valutazione superficiale delle sollecitazioni meccaniche (come carichi puntuali, distribuiti e dinamici), delle condizioni ambientali (inclusi umidità, temperature estreme e clima) o degli agenti chimici (distinguendo tipologia e tempo di contatto), porta inevitabilmente ad interventi o progettazioni inadeguate e a scelte errate dei materiali. Le conseguenti problematiche e i danni sono spesso di tale entità da richiedere il rifacimento ex novo della intera stratigrafia, poiché il progetto preliminare non è stato definito in funzione di tutte le variabili e le informazioni necessarie. Un secondo errore critico concerne la preparazione e la valutazione del supporto. Il massetto deve essere pulito, asciutto, stagionato e meccanicamente resistente. L’utilizzo di sottofondi con spessore insufficiente o resistenze meccaniche non adeguate ai carichi previsti compromette irreversibilmente la stabilità del pavimento, che sarà sottoposto a schiacciamenti e fratture. Non meno importante è il rispetto dei tempi di stagionatura e di messa in esercizio. Una posa effettuata precocemente riduce drasticamente la vita utile della pavimentazione, poiché questa risulterà assoggettata al fenomeno di ritiro proprio del sottofondo, con conseguenti problematiche tensionali che porteranno lesioni anche sui rivestimenti. Analogamente, sottoporre a sollecitazioni dinamiche e carichi pesanti il rivestimento prima della completa stagionatura dell’adesivo comporterà inevitabilmente danni. Nel caso di sistemi radianti, inoltre, occorre eseguire il ciclo di accensione dell’impianto termico come prescritto dalla norma EN 1264-4, in modo tale che l’intervento di posa sia realizzato su un sottofondo dimensionalmente stabile e asciutto. Qualora si verifichino fessurazioni da ritiro post ciclo di accensione, il sottofondo deve essere reso continuo mediante l’apertura e la successiva risarcitura delle lesioni, impiegando l’adesivo epossidico EPORIP e spargendo quarzo a fresco. Nei casi di posa di rivestimenti in facciata, un errore tipico è quello di trascurare le caratteristiche meccaniche del sottofondo rispetto alle indicazioni fornite da norma UNI11714-1:2018. Questa richiede la scelta di intonaci o malte strutturali, cosiddetti “antistrappo”, dotati di capacità di adesione alla muratura e di coesione non inferiore a 1N/mm2 (10Kg/cm2). A tale scopo, Mapei, a seconda delle diverse tipologie di murature e supporti, propone intonaci ad alte prestazioni meccaniche quali Mapewall Intonaca & Rinforza oppure HR10 Fibro (della azienda consociata Vaga) da armare con rete zincata. In alternativa, per materiali deboli da superare (come tufo, calcestruzzo cellulare autoclavato, sistemi di isolamento termico a cappotto, vecchi intonaci tradizionali) è indicata la malta strutturale Planitop HDM Maxi con impiego di rete strutturale in fibra di vetro Mapegrid G120 e specifici tasselli. Infine, nel caso di posa sistemi a secco (come pannelli in fibrogesso o fibrocemento), purché opportunamente progettati e stabili, Mapei ha formulato malte rasanti come Mapefinish (bicomponente) oppure Monofinish (monocoponente) in grado di aumentare la capacità coesiva del supporto.
Un ulteriore errore riguarda la scelta inadeguata del sistema di posa, inclusa quella dell’adesivo, rispetto alla natura, alla classe di stabilità dimensionale e all’eventuale sensibilità alla macchiatura del materiale lapideo da installare, come precedentemente specificato. Distacchi o inestetismi estetici (come le macchiature permanenti) sono conseguenze inevitabili quando l’intervento di posa viene eseguito senza considerare preventivamente le specifiche caratteristiche del materiale da installare. Durante l’esecuzione si possono riscontrare molteplici errori ricorrenti. Innanzitutto, la posa con singola spalmatura dell’adesivo, generando vuoti e sacche d’aria sotto le lastre, compromette la durabilità. La presenza di tali vuoti, infatti, permette l’innescarsi di fenomeni di degrado ciclici e progressivi causati, ad esempio, dal gelo-disgelo e dall’azione di sollecitazioni meccaniche (come carichi puntuali o dinamici), i quali comportano fratture e compressione dei rivestimenti. In secondo luogo, l’accostamento dei rivestimenti senza la realizzazione di fughe di larghezza adeguata provoca fenomeni di compressione che causano sollevamenti e fratture. Altrettanto problematica è la realizzazione di giunti di dilatazione sottodimensionati rispetto alle prescrizioni normative: tali giunti sono fondamentali per assorbire le naturali variazioni dimensionali (dilatazioni) dei materiali dovute alle escursioni termiche e le sollecitazioni meccaniche generate da vibrazioni, urti, carichi statici o dinamici. Infine, l’assenza di adeguati sistemi impermeabilizzanti in contesti esposti (come ambienti esterni o umidi) compromette la durabilità dell’opera, permettendo all’acqua di infiltrarsi e stagnare, innescando fenomeni secondari di degrado, che, nel tempo, possono arrecare danni anche agli elementi strutturali.
Anche una manutenzione non corretta, sia immediata sia nel corso degli anni, può compromettere resa estetica e funzionale della superficie rivestita. Oggi, la corretta esecuzione degli interventi richiede la presenza di operatori qualificati e competenti, capaci di rispettare le norme tecniche e di gestire con attenzione le condizioni ambientali di cantiere. Tali professionisti devono conoscere le soluzioni tecniche più adatte alle specifiche del caso e avvalersi della assistenza tecnica di Mapei per affrontare ogni cantiere ed intervento con l’attenzione e la premura che meritano.
In sintesi: la qualità, la durabilità, l’estetica e la sicurezza dell’opera dipendono congiuntamente da una progettazione accurata, da scelte consapevoli dei materiali e dei sistemi di posa e da un’esecuzione realizzata esclusivamente da manodopera specializzata.

La preparazione del supporto: il fondamento della posa
La durabilità di una superficie rivestita inizia inderogabilmente dalla preparazione del supporto. La norma UNI 11714-1:2018 prescrive con chiarezza i requisiti che il massetto o il sottofondo devono soddisfare.
Il supporto deve essere stagionato e asciutto (ovvero l’umidità residua deve essere misurata secondo la norma UNI 10329 con igrometro al carburo e deve altresì essere dotato dei necessari requisiti di planarità e regolarità È indispensabile che sia pulito, non spolverante o comunque privo di elementi e sostanze che possano agire da distaccanti, e che sia meccanicamente resistente, privo di fessurazioni e discontinuità
Eventuali dislivelli devono essere regolarizzati preventivamente rispetto agli interventi di posa utilizzando prodotti specifici come rasanti e livelline Mapei. Al contempo, fessurazioni o cavillature vanno risarcite con Eporip oppure bypassate tramite l’applicazione di sistemi antifrattura e desolidarizzanti come Mapeguard UM35, Mapetex System, Mapeguard WP200 o Mapesonic CR. La scelta tra queste soluzioni dipende dalle esigenze e dai requisiti richiesti dal progetto, quali impermeabilizzazione, antifrattura, desolidarizzazione, insonorizzazione, quote utili e spessori degli strati funzionali impiegabili.
In ambienti umidi o esterni è necessario prevedere sistemi impermeabilizzanti come Mapelastic Zero o Mapeguard UM35. Nel caso di massetti a base anidrite, è necessario carteggiare la superficie al fine di eliminare il bleeding superficiale debole e applicare un primer isolante, come Primer G o Eco Prim T Plus diluibili con acqua, per garantire una solida ed efficace adesione dell’adesivo al sottofondo.
Quando si interviene su pavimentazioni preesistenti, è indispensabile pulire e sgrassare a fondo le superfici con il detergente UltraCare HD Cleaner, ed eventualmente carteggiarle per aprirne la porosità superficiale, favorendo così una migliore adesione degli strati successivi. È inoltre necessario mappare le superfici per verificare eventuali piastrelle non adese, rimuoverle, ripristinare il relativo vuoto con l’impiego della malta da compensazione rapida Planitop Fast 330, e applicare a seguire il primer Ecoprim Grip Plus a condizione che non via sia un sottofondo umido, per poi eseguire l’intervento di posa scegliendo l’adesivo e il sistema di posa più idoneo. Qualora si desideri proteggere i nuovi rivestimenti in materiale lapideo da un sottofondo umido, è possibile utilizzare il sistema Mapeguard UM35, abbinato ai relativi accessori che ne garantiscono la continuità e l’impermeabilità; tale sistema è infatti in grado di gestire l’eventuale presenza di umidità, consentendone lo smaltimento trasversale.
La corretta valutazione e preparazione del supporto è dunque il primo passo verso la durabilità degli interventi: non è una fase da accelerare o sottovalutare, né tantomeno negoziabile, perché rappresenta il fondamento dell’intero sistema di posa.

Dalla preparazione alla manutenzione delle superfici: I sistemi completi Mapei per un’affidabilità che dura nel tempo.
I sistemi di posa Mapei rappresentano un approccio integrato e sistemico che copre ogni fase, dalla preparazione delle superfici fino alla posa dei rivestimenti, concludendo con la manutenzione e protezione delle stesse. Questo sistema è ulteriormente arricchito dalla gamma di soluzioni complementari fornite dalle aziende consociate Profilpas e Polyglass.
Ogni singolo strato funzionale che costituisce una stratigrafia, sia essa su una partizione orizzontale, verticale o inclinata, può essere realizzato con soluzioni Mapei che garantiscono perfetta compatibilità e certificazione. Si pensi ai tappetini acustici insonorizzanti della linea Mapesilent, ai massetti, ai primers, ai sistemi a membrana, agli adesivi, ai sistemi livellanti e distanziatori della linea Mapelevel, alle fughe, ai sigillanti siliconici, ai prodotti della linea UltraCare per la manutenzione e protezione delle superfici, fino ai profili e canaline di Profilpas e alle guaine di Polyglass. Per questa ragione, data l’affidabilità e la completezza dell’offerta, si parla concretamente di sistemi completi e integrati piuttosto che di semplici prodotti. L’acquisizione di Profilpas, in particolare, con il suo vasto assortimento di profili, battiscopa, canaline e supporti per pavimenti galleggianti, ha permesso di completare l’offerta a 360° per applicazioni come balconi, terrazzi, docce e ambienti umidi.
L’ampia gamma di adesivi è stata specificatamente sviluppata per fornire una soluzione mirata a ogni singola esigenza di cantiere, ovunque nel mondo, tenendo conto delle diverse condizioni climatiche ed esigenze locali, oltre ai requisiti specifici del progetto.
Le membrane impermeabilizzanti, come Mapelastic, hanno il ruolo cruciale di proteggere i rivestimenti dalle infiltrazioni d’acqua, un aspetto particolarmente delicato in contesti esterni o in aree a contatto diretto con l’acqua quali balconi, piscine e terrazze. La membrana antifrattura e desolidarizzante Mapeguard Um35, invece, svolge diverse funzioni essenziali, minimizzando i rischi legati alle condizioni ambientali o di esercizio delle pavimentazioni. In particolare, essa riduce la trasmissione delle tensioni tangenziali e migliora la ripartizione delle sollecitazioni tra rivestimento e pavimento in entrambe le direzioni. Gestisce inoltre la presenza di vapore e dell’umidità residua del sottofondo, favorendone lo smaltimento trasversale e consentendo la posa anche su sottofondi non completamente stagionati. Mapeguard UM35 assicura anche l’impermeabilità delle superfici e, in presenza di pavimenti radianti, permette una distribuzione uniforme delle temperature. Consente infine di superare discontinuità e limiti dei sottofondi senza la necessità di rispettare i giunti preesistenti a livello del nuovo layout di posa, con il significativo vantaggio di poter eseguire la posa dei pavimenti in modo libero e senza dover effettuare antiestetici tagli sugli elementi lapidei.
Le fughe rivestono un duplice ruolo: sono un elemento tanto tecnico fondamentale, contribuendo a ridurre il modulo elastico di pavimenti e rivestimenti, e al contempo un fattore estetico che definisce il carattere e l’eleganza della superficie. Per questo, la loro progettazione, che deve seguire le indicazioni delle norme UNI e tenere conto dei requisiti di progetto, merita una attenzione particolare. Mapei offre una vasta gamma di stucchi adatti ad ogni esigenza specifica: da Keracolor FF per fughe da 0 a 6 mm e Keracolor GG per quelle da 4 a 15 mm, a Ultracolor Plus che copre un range da 0 a 20 mm. Per le pavimentazioni architettoniche in pietra, esposte ad ambienti esterni altamente sollecitati, a traffico intenso, gelo, sali disgelanti e acqua di mare, è stato formulato specificatamente Mapestone PFS 2.
A completare il sistema di posa sono le sigillature elastiche siliconiche indispensabili per assorbire movimenti e dilatazioni. Per evitare l’antiestetico “effetto cornice” dovuto alla trasmigrazione dei plastificanti contenuti nei sigillanti, è raccomandato l’utilizzo di sigillanti siliconici neutri come Mapesil LM (lucido) o Mapesil Stone Matt (opaco), che si integrano visivamente con il rivestimento. Questi devono essere applicati dopo aver inserito nel giunto la cordella comprimibile a celle chiuse Mapefoam, che serve a regolare la profondità di estrusione e garantire una corretta progettazione del sigillante.
Infine, la manutenzione delle superfici è un aspetto che non può essere trascurato nel progetto complessivo di durabilità. La linea UltraCare offre un assortimento completo di ventisette soluzioni tra detergenti neutri, ravvivanti di colore, trattamenti idro e oleorepellenti, cere liquide, protettivi pre-fugatura e antimacchia, e protettivi idrorepellenti anti-infiltrazioni. Questi prodotti sono ideali sia per le nuove installazioni che per il recupero di pavimentazioni esistenti, assicurando che le prestazioni e l’estetica del sistema siano mantenute inalterate nel tempo.

La sostenibilità come leva di durabilità
Per Mapei, i concetti di sostenibilità e durabilità sono indissolubilmente legati, poiché un prodotto intrinsecamente durevole, che mantiene nel tempo le proprie prestazioni, riduce drasticamente l’impatto ambientale complessivo dell’opera.
Quando una pavimentazione, ad esempio in pietra, non necessità di rifacimenti, si evitano la nuova estrazione di materie prime, il consumo energetico aggiuntivo, le emissioni derivanti dalla produzione e lo smaltimento dei rifiuti da costruzione e demolizione. Questo “guadagno ambientale” è immediato e si estende per tutta la vita utile dell’opera, estendendosi spesso per decenni o addirittura per un tempo indefinito.
Mapei misura la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti attraverso l’analisi LCA (Life Cycle Assessment), metodologia che considera in modo olistico tutte le fasi: dalla materia prima alla produzione, dal trasporto alla posa, fino all’utilizzo e al fine vita. Questa analisi, scientifica e trasparente, consente di quantificare con precisione le emissioni di CO₂ e altri indicatori ambientali rilevanti, permettendo così di basare le scelte costruttive su dati oggettivi anziché su semplici supposizioni.
La Linea Zero di Mapei rappresenta l’impegno concreto in questa direzione: essa comprende oltre 50 prodotti certificati, caratterizzata da un ridotto impatto ambientale complessivo e da emissioni di CO₂ dell’intero ciclo di vita interamente compensate. Esempi iconici includono Keraflex Maxi S1 Zero, il primo adesivo con emissioni compensate lanciato già nel 2013, e Ultracolor Plus, fuga con CO₂ compensata introdotta nel 2022. L’impegno si è esteso ad una gamma sempre più ampia di soluzioni, includendo Keraflex Extra S1 Zero, Keraflex Easy S1 Zero, Ultralite S1 Zero e le soluzioni della linea UltraCare, nel 2023. L’evoluzione di questo percorso raggiunge il suo stadio attuale nel 2025 con l’adesivo Keraflex S1 Evolution Zero, formulato con cementi a bassa impronta di carbonio e materiali riciclati, che vanta un impatto ambientale certificato ulteriormente ridotto rispetto agli adesivi C2S1 della Linea Zero ed è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM). Questo traguardo, tuttavia, non rappresenta una conclusione, ma ribadisce come la sostenibilità sia un driver aziendale fondamentale destinato a evolvere e guidare i futuri sviluppi.
Per compensare le emissioni residue che non possono essere eliminate attraverso l’innovazione di prodotto, Mapei acquista crediti di carbonio certificati a sostegno di progetti di riforestazione verificati a livello internazionale. Gli impatti ambientali di ciascun prodotto sono documentati attraverso specifiche EPD (Environmental Product Declaration), disponibili per tutti i prodotti della Linea Zero e non solo, certificate secondo la norma ISO 14025, che garantiscono trasparenza e verificabilità. Tali prodotti sono inoltre a basse emissioni di composti organici volatili (VOC), contribuendo al benessere degli applicatori e degli utenti finali, e sono certificati con label riconosciute quali EC1 Plus (Emicode), Blauer Engel e DiBt.
L’impegno di Mapei verso la sostenibilità è reso pienamente trasparente e verificabile attraverso il Bilancio di Sostenibilità, pubblicato annualmente dal 2016. Questo documento permette a stakeholder, clienti e professionisti di comprendere e valutare l’autenticità e la concretezza dell’operato ambientale e di sostenibilità dell’azienda.

Applicazioni specifiche: clima, traffico e centri storici
Mapei ha sviluppato soluzioni dedicate per affrontare le sfide poste da contesti applicativi estremamente diversi, che spaziano dai centri storici vincolati dalle Sovraintendenze alle zone climatiche estreme, dal traffico intenso ai pavimenti radianti.
Le variazioni termiche, i cicli di gelo/disgelo, l’esposizione a sali disgelanti e all’umidità marina richiedono adesivi con caratteristiche specifiche di adesione, deformabilità e resistenza agli sbalzi termici. In questi contesti, le prestazioni dell’adesivo devono essere tali da sopportare le sollecitazioni e le variazioni imposte dalle condizioni climatiche aggressive.
Elastorapid, ad esempio, è progettato per garantire una posa sicura anche in presenza di forti escursioni termiche e grandi formati. La membrana liquida cementizia bicomponente Mapelastic assicura la protezione dei rivestimenti in questi ambienti esposti, creando una barriera impermeabile che impedisce all’acqua salata e agli agenti chimici di penetrare nella struttura.
Negli spazi pubblici e nei contesti carrabili, i sistemi di stuccatura e sigillatura devono possedere un’elevata resistenza meccanica per preservare nel tempo sia le prestazioni funzionali sia l’estetica. In tali aree, fughe e sigillature sono infatti sottoposte a sollecitazioni meccaniche continue, vibrazioni e stress ciclici che ne compromettono facilmente l’integrità. Il sistema Mapestone PFS 2 risponde a questa esigenza specifica grazie ad una formulazione dedicata per il traffico pedonale e veicolare intenso, garantendo una durabilità eccezionale nel corso degli anni.
I centri storici soggetti a vincoli dalle Soprintendenze richiedono spesso l’utilizzo di materiali privi di cemento, per motivi legati alla compatibilità con le tecnologie costruttive originali. Per soddisfare queste esigenze, Mapei offre le malte premiscelate a base calce della gamma Mapestone CALCIX (ad esempio Mapestone TFB CALCIX e Mapestone PFS CALCIX), sviluppate specificamente per garantire prestazioni durevoli pur mantenendo il principio della reversibilità tipico del restauro conservativo.
La posa su massetti radianti suggerisce di considerare le maggiori escursioni termiche rispetto ai pavimenti tradizionali. Per questo motivo, sono preferibili adesivi deformabili di classe S1 o S2. L’adesivo deve essere applicato in modo tale da realizzare uno strato compatto e uniforme, privo di sacche d’aria che, svolgendo una funzione isolante, limiterebbero la trasmissione efficace del caldo o del freddo e ridurrebbero il rendimento complessivo dell’impianto.

Fughe e giunti: dal “difetto” al linguaggio architettonico
Nelle pavimentazioni in pietra, fughe e giunti non devono essere visti come difetti costruttivi, bensì come elementi fondamentali di durabilità e di design. Spesso misconosciuti o considerati antiestetici dai non addetti ai lavori, essi rappresentano il vero “salvavita” del rivestimento, poiché permettono di compensare le tolleranze dimensionali delle pietre, di assorbire movimenti termo-igrometrici o meccanici senza rotture, e di gestire i carichi, distribuendo le sollecitazioni in modo più uniforme.
La norma UNI 11714-1 funge da preziosa guida per i progettisti, in quanto prescrive larghezze specifiche per le fughe in funzione del tipo di elemento lapideo e della tecnica di posa impiegata. Per le lastre segate con spessore costante, ad esempio, la norma prevede 3 mm nel caso di posa su adesivo (contemplato solo per pavimentazioni esterne occasionalmente veicolari), oppure 5-20 mm per tutti gli altri sistemi di posa e classi di carico. Per gli elementi non calibrati o tranciati, la larghezza varia da 10-12 mm per i cubetti piccoli fino a 10-25 mm per i cubetti medi o grandi. I masselli e le lastre a spessore variabile richiedono 15-25 mm se presentano bordi tranciati, o 5-10 mm se i bordi sono segati. Infine, nel caso dell’opus incertum, la norma consente una media complessiva fino a 30 mm, proprio per compensare l’irregolarità intrinseca di questo tipo di pavimentazione. Escludere completamente le fughe in esterno, come specificato dalla norma, significherebbe compromettere gravemente la durabilità della pavimentazione. L’unica eccezione è rappresentata dalle pavimentazioni elastiche e drenanti, sistemi innovativi capaci di assorbire tensioni termiche e meccaniche senza la necessità di giunti aggiuntivi, sebbene disponibili solo per applicazioni e contesti specifici.
I giunti sono elementi essenziali per la buona riuscita di un intervento di posa, poiché consentono di assorbire le variazioni dimensionali e le sollecitazioni meccaniche e termiche indotte sulle superfici, prevenendo i fenomeni di compressione e fessurazione dei rivestimenti. Essi si distinguono in tre tipologie principali. Si definiscono giunti di dilatazione quando interessano i soli rivestimenti e hanno il compito di assorbire le dilatazioni delle campiture per evitare fenomeni di compressione (ad esempio, la norma UNI 11714-1:2018 ne prevede la realizzazione in esterno per campiture non superiori a 9-12 m2). I giunti di frazionamento (o di controllo), invece, interessano il sottofondo/massetto e hanno la funzione di permettere a quest’ultimo i propri assestamenti; in particolare, sono progettati per favorire la comparsa delle cavillature da ritiro in corrispondenza degli stessi. Questo si ottiene realizzando un’interruzione della continuità del massetto, incidendolo per un terzo del suo spessore non appena risulta calpestabile, evitando così la manifestazione di cavillature da ritiro indiscriminate che rappresenterebbero discontinuità estese e problematiche sull’intera superficie del sottofondo. I giunti strutturali, infine, interrompono l’intera stratigrafia coinvolgendo l’intera struttura e il rivestimento, e sono progettati per consentire le libere oscillazioni e i movimenti dei corpi di fabbrica senza che vengano ostacolati. Mapei mette a disposizione malte premiscelate per fughe a base cementizia o calce, corredate da una gamma cromatica studiata per integrarsi con la pietra e per creare armonie estetiche consapevoli. L’avorio è indicato per le pavimentazioni chiare mediterranee, il grigio chiaro si adatta a pietre sia chiare sia scure, il beige-dorato valorizza le tonalità calde, mentre il grigio scuro valorizza il sanpietrino romano o crea contrasti eleganti in contesti contemporanei.
Soluzioni innovative come le fughe drenanti, realizzate con leganti trasparenti a base di polimeri a terminazione silanica come Mapestone Joint Ghost, permettono di ottenere fughe elastiche del colore dei pietrischetti impiegati, garantendo una continuità cromatica straordinaria e un effetto estetico innovativo di continuità visiva quasi totale tra i singoli elementi.

Una raccomandazione importante per i professionisti è sempre quella di realizzare un mock-up preliminare di dimensioni sufficienti per valutare in anticipo l’armonia cromatica e l’effetto estetico complessivo della soluzione proposta. È essenziale considerare che le pavimentazioni soggette a traffico tendono inevitabilmente nel tempo a scurirsi a causa delle tracce lasciate dai pneumatici e dell’usura superficiale; di conseguenza, per superfici ad alta carrabilità, la scelta di fughe chiare non è consigliata, poiché il contrasto cromatico con le macchie di traffico risulterebbe poco armonioso e conferirebbe alla pavimentazione un aspetto sporco e trascurato.

Verso il futuro: R&D, sostenibilità e circolarità
Mapei continua a investire significativamente in Ricerca & Sviluppo per rispondere alle sfide contemporanee di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, operando con la consapevolezza che gli edifici costruiti oggi saranno ancora in uso tra decenni e dovranno affrontare sfide climatiche crescenti.
Un esempio rappresentativo di questa innovazione è Keraflex S1 Evolution Zero, un adesivo cementizio ad alte prestazioni che incorpora diverse strategie di riduzione dell’impatto ambientale. L’adesivo contiene cementi speciali a bassa impronta di carbonio, sviluppati con tecnologie innovative per ridurre le emissioni durante la produzione del clinker, e materiale riciclato nella formulazione, riducendo il consumo di materie prime vergini. L’impronta di carbonio certificata secondo EPD è di 0,200 kg CO2/kg (A1-A3), una riduzione di quasi il 50% rispetto ai tradizionali adesiviC2 S1, rappresentando una significativa progressione nella sostenibilità del settore.
Parallelamente, Mapei lavora attivamente alla sostituzione della plastica vergine con plastica riciclata o certificata “seconda vita”, conducendo studi approfonditi sul fine vita di prodotti e packaging. Questo impegno di economia circolare si estende a tutta la catena di valore, dalla produzione fino al recupero post-consumer.
In quest’ottica i sacchi multistrato di carta utilizzati per il confezionamento di tutti i prodotti Mapei sono certificati secondo il metodo ATICELCA (Associazione Tecnica Italiana per la Cellulosa e la Carta), una metodica scientifica che attesta il livello di riciclabilità di materiali a prevalenza cellulosica. Questa certificazione garantisce che i sacchi possono effettivamente essere recuperati e riciclati attraverso i canali di riciclo della carta ordinaria.
Per chiudere il ciclo, nel 2023 Mapei ha lanciato l’iniziativa “Fai la differenza, un sacco dopo l’altro”, in collaborazione con il Consorzio REC (Recupero Edilizia Circolare). Questo progetto innovativo coinvolge l’intera filiera costruttiva per incentivare scelte etiche e sostenibili: una volta utilizzato il materiale in cantiere, i sacchi vuoti vengono portati a un impianto di riciclo specializzato per produrre carta riciclata destinata alla realizzazione di nuovi sacchi. Un ciclo virtuoso che dimostra come il settore costruttivo possa muoversi verso un modello di economia circolare concreta.

Dalla progettazione alla manutenzione
La posa di materiali lapidei naturali e ricomposti rappresenta un’opportunità di innovazione, qualità e sostenibilità, e non è una semplice esecuzione di cantiere, ma un atto progettuale consapevole che richiede competenza tecnica, pianificazione accurata e rispetto rigoroso delle norme tecniche di settore.
Mapei si presenta come partner globale in questo processo articolato, offrendo una combinazione integrata di risorse: sistemi completi e integrati che garantiscono piena compatibilità tra i materiali, permettendo al progettista e all’applicatore di contare su soluzioni sinergiche. L’azienda promuove la formazione professionale attraverso la Mapei Academy e offre assistenza tecnica gratuita e capillare a progettisti, applicatori e imprese. Tutto ciò si traduce in soluzioni innovative e sostenibili, come quelle della Linea Zero, che coniugano qualità tecnica duratura, longevità della pavimentazione e riduzione concreta dell’impatto ambientale. Mapei investe continuamente in Ricerca e Sviluppo per adattarsi alle sfide climatiche e applicative crescenti, oltre a rispondere alla evoluzione normativa e alle esigenze di sostenibilità emergenti nel settore dell’edilizia.
Un intervento di posa in linea con gli standard attuali è, infatti, un intervento opportunamente progettato, che comprende tutte le fasi, dalla preparazione delle superfici oppure realizzazione dei sottofondi fino alla scelta dell’adesivo e del sistema di posa, fino alla manutenzione nel tempo: ogni fase è qualificante per garantire pavimentazioni e rivestimenti che durino a lungo, mantenendo prestazioni funzionali e bellezza estetica. In un settore dove la qualità della posa fa la differenza tra un intervento destinato a fallire e uno che diventa un’opera duratura, Mapei ha scelto di essere partner consapevole, competente e responsabile di chi costruisce edifici e spazi destinati a durare.

Se vuoi saperne di più:

Mapei SpA

Viale Jenner 4, 20159, Milano (Italia)

Telefono: +39-02-376731

Sito Web: www.mapei.com

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