SYSTAB: soluzione ai cedimenti del terreno e delle fondazioni

Sistema impiegato
Pali Precaricati SYSTAB da 76 mm – spessore 8 mm– presso – pressoinfissi con martinetti idraulici a contrasto con la struttura e Iniezioni di resine espandenti a densità differenziata per miglioramento geotecnico del terreno su muri interni.
Luogo delle opere: provincia di Pistoia.

Normalmente si interviene con il consolidamento fondale impiegando una sola tecnologia. Però in alcune situazione può essere interessante o indispensabile impiegare una metodologia mista con micropali e iniezioni di resine abbinati. Nel seguente caso studio illustriamo sinteticamente proprio un intervento di questo tipo.


IL CEDIMENTO DEL TERRENO E DELLE FONDAZIONI È UNA DELLE PRIMARIE CAUSE DI FESSURAZIONI E CREPE SUI MURI
Si tratta di un fabbricato antico, in collina, costituito da 2 piani fuori terra. Le murature portanti sono state realizzate in mattoni e pietrame. La struttura negli ultimi tre anni ha evidenziato crepe nei muri e fessurazioni diffuse su tutta la parte anteriore della casa. Le crepe avevano un andamento prevalente a 45 gradi.
Da un punto di vista geologico l’area risulta costituita sedimenti alluvionali attuali e recenti costituiti da argille, limi e sabbie del Quaternario, che hanno avuto origine dai processi fluviali dei corsi d’acqua della zona (con particolare riferimento al Fosso di Casale).
L’analisi del quadro fessurativo ha permesso di comprendere e individuare il cinematismo che ha generato il dissesto. Si tratta in questo caso del cedimento della porzione frontale del fabbricato con interessamento dei muri di spina perpendicolari. La causa del problema si è aggravata nelle ultime tre stagioni secche ed è legata all’essiccamento dei primi strati di terreno coesivo argilloso, con conseguente ritiro del suo volume. Questo fenomeno è stato verosimilmente accentuato da due fattori:
• totale assenza di fondazioni del fabbricato, che aveva inoltre un piano di imposta della muratura molto superficiale;
• presenza di alberi ad alto fusto e con apparato radicale superficiale nelle immediate vicinanze della casa.
Il tutto, associato alla stagione particolarmente siccitosa del periodo estivo 2017, ha determinato una progressione molto rapida del cedimento e un aggravamento delle crepe sulle murature.
CONSOLIDAMENTO DELLE FONDAMENTA E DEL TERRENO CON TECNICHE A RIDOTTA INVASIVITÀ
Per ottimizzare il rapporto invasività – risultato definitivo di stabilizzazione e mantenere una elevata rapidità di esecuzione, si è optato per intervenire con i pali precaricati sui 2 muri esterni e con iniezioni di resine espandenti a densità differenziata sui 3 muri di spina interni.
Per prima cosa è stato necessario realizzare un cordolo in cemento armato esterno, vista l’assenza di fondamenta in c.a. che consentissero il collegamento dei pali. Nel cordolo sono stati predisposti dei tubi camicia in acciaio di diametro adeguato ed è stato eseguito il getto.
In attesa della maturazione del getto di cemento, sono state realizzate le iniezioni con resine espandenti per migliorare le caratteristiche geomeccaniche del terreno al di sotto dei muri di spina interni. Per eseguire questo consolidamento sono state realizzate delle perforazioni di 25 mm di diametro alla base del muro, e inserite delle cannule di alluminio che hanno permesso l’iniezione delle resine poliuretaniche direttamente nei primi tre metri di terreno sotto la fondazione.
A maturazione avvenuta (circa ventotto giorni dopo) i cordoli di collegamento e la struttura muraria hanno realizzato di fatto la struttura di contrasto che ha consentito l’infissione in profondità della batteria di micropali in acciaio. I micropali sono stati infissi a pressione fino al raggiungimento della profondità stabilita e del valore di pressione corrispondente alla portata richiesta. Il collegamento finale dei pali alla struttura è avvenuto fissando i micropali ai tubi camicia con bulloni in acciaio ad alta resistenza.
Come sempre avviene con questa tecnologia, per ogni singolo palo è stata verificata la pressione di installazione e in più è stata eseguita una prova di carico secondo normativa.
Il controllo della portata raggiunta per ogni palo è uno dei principali vantaggi di questo metodo di consolidamento, in quanto annulla la possibilità di avere pali con portata non sufficiente e toglie ogni rischio di cedimenti differenziali residui.
Inoltre il precarico permette di inibire i cedimenti futuri ed eliminare il rischio di assestamenti prolungati nel tempo dopo l’intervento.
Oltre a questo va evidenziato che i micropali precaricati:
• non producono alcun materiale di risulta
• non producono vibrazioni dannose
• hanno tempi di esecuzione veloci
• se la struttura lo permette si possono ottenere sollevamenti anche di notevole entità e il recupero dei cedimenti.
Inoltre il precarico che viene attribuito a ogni palo, con valori superiori al carico di esercizio, consente di evitare assestamenti prolungati nel tempo e soprattutto non facilmente prevedibili.
Per ultimare le opere con Pali Precaricati sono servite 5 giornate, con l’infissione di 16 micropali diametro 76 mm e lunghezza media 9 metri. L’opera ha consentito di stabilizzare in modo definitivo la fondazione dei muri perimetrali. Il consolidamento con iniezioni di resine espandenti a densità differenziata, ha permesso di intervenire sui tre muri di spina interni, senza eseguire opere di scavo e con tempi estremamente rapidi (2 giorni) completando così la stabilizzazione della porzione di struttura interessata dal dissesto.
L’accoppiata delle due tecniche di consolidamento in questo caso è risultata vincente vista la necessità inderogabile di non eseguire scavi e demolizioni interne, essendo l’appartamento al piano terra ristrutturato e già abitato.

Lavoro eseguito da:

 

 

 

Committente: Privato – abitazione
Data: marzo 2019
Per ulteriori informazioni www.systab.it

 

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