EDILIZIA: il permesso a costruire è un obbligo del committente.

EDILIZIA: il permesso a costruire è un obbligo del committente.

In edilizia, il permesso a costruire è rilasciato al proprietario dell’immobile o e quindi è un obbligo del committente ottenere gli atti amministrativi e concessori.
I FATTI: Un’impresa, avendo dovuto sospendere un’attività lavorativa edilizia, seppur regolarmente commissionata, perche la sua completa esecuzione avrebbe comportato il porre in essere di opere abusive, richiedeva il pagamento di parte delle lavorazioni, a titolo di ingiustificato arricchimento, mentre il committente, richiedeva la messa in mora poiché la stessa impresa aveva, attraverso la sospensione lavori, aveva violato gli accordi contrattuali.
Dopo varie vicissitudini giudiziarie, tra l’impresa ed il committente, il giudizio si è posto al cospetto della Corte Suprema Civile che con sentenza n° 30703 del 15.6.2018.
La stessa Corte, ha sentenziato che:” ………… il contratto di appalto per la costruzione di un immobile senza concessione edilizia è nulloai sensi degli artt. 1346 e 1418 c.c., avendo un oggetto illecito per violazione di norme imperative in materia urbanistica con la conseguenza che tale nullità, una volta verificatasi, impedisce sin dall’origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne impedisce anche la convalida ai sensi dell’art. 1423 cod. civ. (Cass. n. 4015 del 2007; cfr. anche Cass. n. 21475 del 2013; Cass. n. 21398 del 2013; Cass. n. 20301 del 2012)”.
Inoltre che:” Tale nullità si verifica anche ove il contratto abbia ad oggetto immobili da costruire o costruiti in modo difforme alla concessione edilizia rilasciata: se la difformità è totale (cioè ove si intenda realizzare un edificio radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetriche rispetto a quello assentito), l’opera difforme è equiparata a quella priva di concessione”.
E puntualizza anche:” Questa Corte ritiene che, in tema di contratti di appalto aventi ad oggetto la costruzione di immobili eseguiti in difformità rispetto alla concessione edilizia, occorre distinguere a seconda che tale difformità sia totale o parziale: nel primo caso (art. 7 della legge 28 febbraio 1985, n. 47) – che si verifica quando è stato realizzato un edificio radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetrie – l’opera è da equiparare a quella costruita in assenza di concessione, con la conseguenza che il relativo contratto di appalto è nullo per illiceità dell’oggetto e violazione delle norme imperative in materia urbanistica; detta nullità, invece, non sussiste nel secondo caso (art. 12 della legge n. 47 del 1985), che si verifica quando la modifica concerne parti non essenziali del progetto (Cass. n. 2187 del 2011), puntualizzando altresì che:” sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 380/2001, secondo cui “il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richiederlo..… rientrano tra i doveri della committenza quello di ottenere tutti i provvedimenti amministrativi necessari per l’esecuzione dell’opera appaltata.”

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